Riflessione e Meditazione

Due approcci alla meditazione nel Buddhismo

Parlando di meditazione buddhista, vi sono, in genere due categorie di pratiche, conosciute rispettivamente con i termini pāli sati e anussati.

Sati (consapevolezza), si riferisce a quegli esercizi basati sull’osservazione (anupassi) di un dato fenomeno presente alla coscienza nel qui ed ora. Si tratta quindi di un esercizio di osservazione diretta finalizzato alla comprensione profonda della natura dell’osservato.

Fanno parte di questa categoria di pratiche, gli esercizi meditativi relativi ai Quattro Fondamenti della Consapevolezza: corpo, sensazione, mente-cuore e fenomeni.

Anussati, (riflessione) si riferisce invece a quegli esercizi meditativi basati sulla facoltà riflessiva in relazione ad oggetti non necessariamente presenti nel qui ed ora. Lo scopo di questo tipo di pratiche è di riportare l’oggetto di riflessione al centro dell’attenzione cosciente.

Per questo motivo, anussati è alle volte tradotto con ‘ricordo’ ( da re-, “di nuovo” e cor, “cuore”) o ‘ricollegamento’. In questa categoria di pratiche troviamo:

1. la riflessione sulle nove qualità del Buddha,
2. la riflessione sulle sei qualità del Dhamma,
3. la riflessione sulle nove qualità del Sangha,
4. la riflessione sui vantaggi della generosità (cāgānussati),
5. la riflessione sui vantaggi della virtù (sīlānussati),
6. la riflessione sulle qualità divine (devatānussati),
7. la riflessione sulla morte (maraṇānussati),
8. la riflessione sulla pace. (upasamānussati).

Stranamente, il Visuddhimagga include la riflessione sulla consapevolezza del corpo (kāyagatāsati) e la consapevolezza del respiro (ānāpānassati) fra le pratiche di tipo riflessivo anussati.La differenza fra la riflessione sull’attenzione al corpo (kāyagatāsati) esposta nel kāyagatāsati Sutta (MN 119) e l’osservazione consapevole del corpo (kāyānupassanā) come presentata nel Satipatthana Sutta (MN 10), consisterebbe, apparentemente, nell’assenza degli elementi meditativi tipici del samādhi nel metodo esposto dal Satipatthana, elementi invece presenti nella descrizione presente nel kāyagatāsati Sutta. Una descrizione dettagliata di questi ed altri esercizi è presente nel Visuddhimagga, il commentario al Canone Pāli redatto dal dotto Buddhagosa attorno al V sec. d.C.

(A cura di Davide Puglisi)

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