Il risveglio del Principe Siddhārtha

images.jpg

La presa di coscienza del dolore:

“Pubbeva me, bhikkhave, sambodhā ana­bhisam­buddhassa bodhi­sattas­seva sato etadahosi: ‘kicchaṃ vatāyaṃ loko āpanno jāyati ca jīyati ca mīyati ca cavati ca upapajjati ca. Atha ca panimassa dukkhassa nissaraṇaṃ nappajānāti jarāmaraṇassa. Kudāssu nāma imassa dukkhassa nissaraṇaṃ paññāyissati jarāmaraṇassā’ti?”

«Monaci, prima del mio risveglio, non essendo ancora pervenuto al pieno risveglio, anelando ad ottenere il risveglio, questo pensiero sorse in me: ‘Invero questo mondo è caduto nella miseria di nascita, invecchiamento, morte, trapasso e ancora nascita. Ma per questa sofferenza di nascita e morte non si conosce alcuna via d’uscita. Quando sarà manifesta una via d’uscita da questa sofferenza di nascita e morte?’ »

-Gotama sutta SN 12.10

La nobile ricerca:

Tassa mayhaṃ, bhikkhave, etadahosi: ‘kiṃ nu kho ahaṃ attanā jātidhammo samāno jātidham­maṃ­yeva pariyesāmi, attanā jarādhammo samāno … pe … byādhidhammo samāno … maraṇadhammo samāno … sokadhammo samāno … attanā saṅki­lesa­dhammo samāno saṅki­lesa­dhammaṃ­yeva pariyesāmi?

«Allora in me sorse il pensiero: ‘E se io ora, osservando la miseria di questa legge di natura, cercassi l’incomparabile sicurezza del senza nascita, del senza vecchiaia, del senza malattia, del senza morte, del senza dolore, del senza inquinanti?»

So kho ahaṃ, bhikkhave, kiṃ kusalagavesī anuttaraṃ santivarapadaṃ pariyesamāno magadhesu anupubbena cārikaṃ caramāno yena uruvelā senānigamo tadavasariṃ. Tatthaddasaṃ ramaṇīyaṃ bhūmibhāgaṃ, pāsādikañca vanasaṇḍaṃ, nadiñca sandantiṃ setakaṃ supatitthaṃ ramaṇīyaṃ, samantā ca gocaragāmaṃ.

«Cercando il vero bene, investigando per l’incomparabile altissimo sentiero di pace, passai di luogo in luogo per la terra di Magadhā e giunsi a Senānigama, nelle vicinanze del villaggio di Uruvelā. Là vidi un ben esposto pezzo di terra, un sereno fondo boschivo, un limpido fiume scorrente, adatto al bagno, rallegrante, e tutt’intorno prati e campi». 

Ariyapariyesanā (Pāsarāsisutta) MN, 26.

La comprensione della generazione dell’origine dipendente del dukkha

Evaṃ me sutaṃ—​   ekaṃ samayaṃ bhagavā uruvelāyaṃ viharati najjā nerañjarāya tīre bodhi­rukkha­mūle paṭha­mā­bhisam­buddho. Tena kho pana samayena bhagavā sattāhaṃ ekapallaṅkena nisinno hoti vimutti­su­kha­paṭi­saṃ­vedī.

Così ho udito: Una volta il Sublime dimorava a Uruvelā (Bodhgaya), vicino alla riva del fiume Nerañjarā, ai piedi dell’albero del risveglio, avendo appena conseguito il supremo risveglio; Ed in quel tempo Il Sublime rimase seduto a gambe incrociate per sette giorni, sperimentando  la beatitudine della liberazione.

Atha kho bhagavā tassa sattāhassa accayena tamhā samādhimhā vuṭṭhahitvā rattiyā paṭhamaṃ yāmaṃ paṭic­ca­samup­pādaṃ anulomaṃ sādhukaṃ manasākāsi:

Quindi il Sublime, al termine di quei sette giorni, riemergendo da tale samādhi, durante la fase iniziale della notte, pose l’attenzione univoca alla generazione dell’origine dipendente:

“Iti imasmiṃ sati idaṃ hoti, imassuppādā idaṃ uppajjati, yadidaṃ— avijjāpaccayā saṅkhārā, saṅ­khā­ra­pac­cayā viññāṇaṃ, viññāṇapaccayā nāmarūpaṃ, nāmarū­papaccayā saḷāyatanaṃ, saḷāya­tana­pac­cayā phasso, phassapaccayā vedanā, vedanāpaccayā taṇhā, taṇhāpaccayā upādānaṃ, upādānapaccayā bhavo, bhavapaccayā jāti, jātipaccayā jarāmaraṇaṃ soka­pari­deva­duk­kha­do­manas­supāyāsā sambhavanti. Evametassa kevalassa duk­khak­khan­dhassa samudayo hotī”ti.

«Essendoci questo, quello viene ad esistere, con il sorgere di questo, quello si manifesta, ovvero: L’ignoranza determina i saṅkhārā, i saṅkhārā determinano il processo cognitivo, il processo cognitivo determina ‘mente e materia’, ‘mente e materia’ determina le basi sensoriali, le basi sensoriali determinano il contatto, il contatto determina la sensazione, la sensazione determina la ‘sete’, la ‘sete’ determina l’afferrarsi, l’afferrarsi determina il ‘divenire esistenziale’, il ‘divenire esistenziale’ determina la ‘nascita’, la nascita determina decadimento e morte, e così, l’angoscia, la disperazione, la sofferenza, il dolore, ed il turbamento vengono a manifestarsi; ed è in questo modo che l’intera massa della sofferenza esistenziale ha origine».

Atha kho bhagavā etamatthaṃ viditvā tāyaṃ velāyaṃ imaṃ udānaṃ udānesi: 

Così, avendo realizzato il significato di ciò, in quell’occasione il Sublime pronunciò questi versi sublimi:

“Yadā have pātubhavanti dhammā,
Ātāpino jhāyato brāhmaṇassa;
Athassa kaṅkhā vapayanti sabbā,
Yato pajānāti sahetudhamman”ti.

Quando gli elementi generanti il divenire diventano chiari

per il brāhmaṇa ardente nella meditazione,

in quel momento tutti i dubbi scompaiono,

avendo egli pienamente compreso i fenomeni e le loro cause.

-Udāna 1.1

La comprensione della dissoluzione del processo di origine dipendente del dukkha 

Evaṃ me sutaṃ—​   ekaṃ samayaṃ bhagavā uruvelāyaṃ viharati najjā nerañjarāya tīre bodhi­rukkha­mūle paṭha­mā­bhisam­buddho. Tena kho pana samayena bhagavā sattāhaṃ ekapallaṅkena nisinno hoti vimutti­su­kha­paṭi­saṃ­vedī.

Così ho udito: Una volta il Sublime dimorava a Uruvelā (Bodhgaya), vicino alla riva del fiume Nerañjarā, ai piedi dell’albero del risveglio, avendo appena conseguito il supremo risveglio; Ed in quel tempo Il Sublime rimase seduto a gambe incrociate per sette giorni, sperimentando  la beatitudine della liberazione.

Atha kho bhagavā tassa sattāhassa accayena tamhā samādhimhā vuṭṭhahitvā rattiyā majjhimaṃ yāmaṃ paṭic­ca­samup­pādaṃ paṭilomaṃ sādhukaṃ manasākāsi: 

Quindi il Sublime, al termine di quei sette giorni, riemergendo da tale samādhi, durante la fase mediana della notte, pose l’attenzione univoca alla dissoluzione dell’origine dipendente:

“Iti imasmiṃ asati idaṃ na hoti, imassa nirodhā idaṃ nirujjhati, yadidaṃ— avijjānirodhā saṅ­khā­ra­nirodho, saṅ­khā­ra­nirodhā viññāṇanirodho, viññāṇanirodhā nāmarūpa­nirodho, nāmarūpa­nirodhā saḷāya­tana­nirodho, saḷāya­tana­nirodhā phassanirodho, phassanirodhā vedanānirodho, vedanānirodhā taṇhānirodho, taṇhānirodhā upādānanirodho, upādānanirodhā bhavanirodho, bhavanirodhā jātinirodho, jātinirodhā jarāmaraṇaṃ soka­pari­deva­duk­kha­do­manas­supāyāsā nirujjhanti. Evametassa kevalassa duk­khak­khan­dhassa nirodho hotī”ti.

«Con l’assenza di questo, quello viene a svanire, con la cessazione di questo, quello si dissolve, ovvero: Con la cessazione dell’ignoranza, si dissolvono i saṅ­khā­ra, con la cessazione dei saṅ­khā­ra si dissolve il processo cognitivo, con la cessazione del processo cognitivo si dissolve ‘mente e materia’; con la cessazione di ‘mente e materia’ si dissolvono le sei basi sensoriali, con la cessazione delle sei basi sensoriali si dissolve il contatto, con la cessazione del contatto si dissolve la sensazione, con la cessazione della sensazione si dissolve la ‘sete’, con la cessazione della ‘sete’ si dissolve l’afferrarsi, con la cessazione dell’afferrarsi si dissolve il ‘divenire esistenziale’, con il dissolversi del ‘divenire esistenziale’ di dissolve la ‘nascita’, con la cessazione si dissolvono decadimento e morte, e così, l’angoscia, la disperazione, la sofferenza, il dolore, ed il turbamento vengono a dissolversi; ed è in questo modo che l’intera massa della sofferenza esistenziale raggiunge la cessazione».

Atha kho bhagavā etamatthaṃ viditvā tāyaṃ velāyaṃ imaṃ udānaṃ udānesi: 

Così, avendo realizzato il significato di ciò, in quell’occasione il Sublime pronunciò questi versi sublimi:

“Yadā have pātubhavanti dhammā,

Quando gli elementi generanti il divenire diventano chiari

Ātāpino jhāyato brāhmaṇassa;

per il brāhmaṇa ardente nella meditazione,

Athassa kaṅkhā vapayanti sabbā,

in quel momento tutti i dubbi scompaiono,

Yato khayaṃ paccayānaṃ avedī”ti.

avendo realizzato la distruzione delle cause.

Udāna 1.2

***

La realizzazione delle quattro nobili verità

Yato ca kho me, bhikkhave, imesu catūsu ariyasaccesu evaṃ tiparivaṭṭaṃ dvādasākāraṃ yathābhūtaṃ ñāṇadassanaṃ suvisuddhaṃ ahosi, athāhaṃ, bhikkhave, sadevake loke samārake sabrahmake ­sassama­ṇab­rāhma­ṇiyā pajāya sade­va­manus­sāya ‘anuttaraṃ sammāsambodhiṃ abhisambuddho’ti paccaññāsiṃ.

«Monaci, quando la comprensione e la visione di come queste quattro nobili verità -nelle loro tre fasi e dodici aspetti- si manifestino secondo realtà fu in me completamente purificata, solo allora io resi palese a questo mondo, coi suoi dei, i suoi māra e i suoi Brahma, i suoi contemplativi e sacerdoti, alle progenie di dèi ed esseri umani, di aver perfettamente realizzato l’insuperabile perfetto risveglio».

Ñāṇañca pana me dassanaṃ udapādi: ‘akuppā me vimutti, ayamantimā jāti, natthi dāni punabbhavo’”ti. Idamavoca bhagavā. Attamanā pañcavaggiyā bhikkhū bhagavato bhāsitaṃ abhinandunti.

«In me sorse la visione: ‘Certa è la la mia liberazione, questa è la l’ultima nascita, non vi sarà più alcun’altra esistenza condizionata.’ Così disse il Sublime, ed il gruppo dei cinque monaci gioì deliziato alle parole del Sublime».

-Dhamma­cakkap­pa­vat­ta­na­sutta, SN 56.11

La liberazione esistenziale

So kho ahaṃ, bhikkhave, attanā jātidhammo samāno jātidhamme ādīnavaṃ viditvā ajātaṃ anuttaraṃ yogakkhemaṃ nibbānaṃ pariyesamāno ajātaṃ anuttaraṃ yogakkhemaṃ nibbānaṃ ajjhagamaṃ,

«Così, monaci, essendo io soggetto a nascita, avendo compreso lo svantaggio in ciò che è soggetto alla nascita, ricercando la non-nata sicurezza suprema da tale legame, il Nibbāna, raggiunsi, la non-nata sicurezza suprema da tale legame, il Nibbāna»;

attanā jarādhammo samāno jarādhamme ādīnavaṃ viditvā ajaraṃ anuttaraṃ yogakkhemaṃ nibbānaṃ pariyesamāno ajaraṃ anuttaraṃ yogakkhemaṃ nibbānaṃ ajjhagamaṃ,

«Essendo io soggetto all’invecchiamento, avendo compreso lo svantaggio in ciò che è soggetto al decadimento, ricercando la sicurezza suprema non soggetta al decadimento, il Nibbāna, raggiunsi la sicurezza suprema non soggetta al legame del decadimento, il Nibbāna»;

attanā byādhidhammo samāno byādhidhamme ādīnavaṃ viditvā abyādhiṃ anuttaraṃ yogakkhemaṃ nibbānaṃ pariyesamāno abyādhiṃ anuttaraṃ yogakkhemaṃ nibbānaṃ ajjhagamaṃ,

«Essendo io soggetto alla malattia, avendo compreso lo svantaggio in ciò che è soggetto alla malattia, ricercando la sicurezza suprema non soggetta al legame della malattia, il Nibbāna, raggiunsi la sicurezza suprema non soggetta al legame della malattia, il Nibbāna»;

attanā maraṇadhammo samāno maraṇadhamme ādīnavaṃ viditvā amataṃ anuttaraṃ yogakkhemaṃ nibbānaṃ ajjhagamaṃ,

«Essendo io soggetto alla morte, avendo compreso lo svantaggio in ciò che è soggetto alla morte, ricercando la suprema sicurezza non soggetta alla morte da tale legame, il Nibbāna, raggiunsi la sicurezza suprema sicurezza non soggetta al legame della morte, Nibbāna»;

attanā sokadhammo samāno sokadhamme ādīnavaṃ viditvā asokaṃ anuttaraṃ yogakkhemaṃ nibbānaṃ ajjhagamaṃ,

«Essendo io soggetto al dolore, avendo compreso lo svantaggio in che è soggetto al dolore, ricercando la suprema sicurezza non soggetta al legame del dolore, il Nibbāna, raggiunsi la sicurezza suprema non soggetta al legame del dolore, il Nibbāna»;

attanā saṅki­lesa­dhammo samāno saṅki­lesa­dhamme ādīnavaṃ viditvā asaṅkiliṭṭhaṃ anuttaraṃ yogakkhemaṃ nibbānaṃ pariyesamāno asaṅkiliṭṭhaṃ anuttaraṃ yogakkhemaṃ nibbānaṃ ajjhagamaṃ.

«Essendo io soggetto agli inquinanti, avendo capito il pericolo in ciò che è soggetto agli inquinanti, ricercando la suprema sicurezza non soggetta al legame degli inquinanti, il Nibbāna, raggiunsi la sicurezza suprema libera dal legame degli inquinanti, il Nibbāna».

Ñāṇañca pana me dassanaṃ udapādi: ‘akuppā me vimutti, ayamantimā jāti, natthi dāni punabbhavo’ti.

«In me sorse la visione: ‘Certa è la la mia liberazione, questa è la l’ultima nascita, non vi sarà più alcun’altra esistenza condizionata.’ Così disse il Sublime, ed il gruppo dei cinque monaci gioì deliziato alle parole del Sublime».

Ariyapariyesanā (Pāsarāsisutta) MN, 26.

***

 

Il Risveglio, di Stephen Batchelor

Torniamo all’inizio, al risveglio di Siddhārtha Gautama, Śākyamuni. Il Buddha non era un mistico. Il suo risveglio non fu la folgorante intuizione di una Verità trascendente che gli rivelasse i misteri di Dio. Egli non affermò di aver vissuto un’esperienza che gli avesse garantito una conoscenza privilegiata ed esoterica del divenire universale. Soltanto nella crescente misura in cui il buddhismo divenne una religione, simili grandiose pretese furono ascritte alla sua illuminazione. Spiegando ai cinque asceti il significato del suo risveglio, il Buddha disse di aver scoperto la completa libertà del cuore e della mente dalla coercizione del desiderio, e definì tale libertà “il sapore del dharma”.

Il Buddha si destò dal sonno dello smarrimento esistenziale, si destò alla natura del dilemma umano e a una via per risolverlo. Le prime due verità (relative al dolore a alle sue cause) descrivono il problema, le altre due,(riferite alla sua estinzione e alla via) indicano la soluzione. Egli si destò a un insieme di verità in relazione reciproca, radicate nell’immediatezza dell’esperienza concreta, che si compie qui ed ora.

Il Buddha esperì quelle verità come nobilitanti. Il risveglio non rappresentò soltanto l’acquisizione di un punto di vista più illuminato, ma conferì naturale integrità, dignità e autorevolezza alla sua vita. Benché i cinque asceti avessero giurato di respingere il loro precedente compagno divenuto apostata, quand’egli entrò nel Parco dei Cervi e mosse loro incontro, essi si trovarono al alzarsi in segno di rispetto verso di lui. Loro malgrado erano incapaci di resistere all’autorità della presenza di Gautama.

Il Buddha convinse i cinque asceti che egli aveva raggiunto la consapevolezza di qualcosa di molto importante. Così essi rimasero con lui, ascoltando i suoi insegnamenti, e pervennero anch’essi al risveglio.

Anch’essi comprese il dolore, abbandonarono il desiderio, ne realizzarono l’estinzione e intrapresero la coltivazione della via. Anch’essi raggiunsero la libertà del cuore e della mente dalla coazione del desiderio..

 Tratto da: Buddhismo senza fede.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Sito web creato con WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: